Il ministro dello zar che avrebbe potuto cambiare il corso della storia: fu ucciso dai mondialisti per la sua riforma agraria
Bruno Tarquini
Nel 1906, in una Russia assediata da gravi problemi economici e da profondi e inaccettabili squilibri sociali, Pëtr ArkadeviË Stolypin viene nominato presidente del Consiglio dallo zar Nicola II. Lo statista vara immediatamente un serio e coraggioso programma di riforme, specialmente in campo agrario, tentando in questo modo d’imprimere alla Russia una svolta politica decisiva. L’obiettivo è quello di elevare la prosperità economica del Paese, stabilire la giustizia sociale, allentare la pressione rivoluzionaria.
Le forze sovversive, infatti, non avrebbero trovato terreno fertile per la loro azione e forse si sarebbero potuti risparmiare tanti orrori e tante tragedie non solo alla Russia, ma in tutto il mondo. Purtroppo questa vasta opera riformatrice, molto audace per quei tempi e in quel contesto, viene bruscamente interrotta da una mano assassina, armata dai centri finanziari internazionali e massonici.
Inizia così quel tracollo politico, eco-nomico e militare che porterà alla dittatura comunista. Che cosa sarebbe accaduto se quella mano armata non avesse stroncato la vita e il progetto di Stolypin? Interrogativi, riflessioni e straordinarie suggestioni è quanto si propone di suscitare Bruno Tarquini, storico attento e profondo, a cui ora dobbiamo questo importante documento, che va a colmare quella che era forse la più grossa e incredibile lacuna storiografica della tragedia del popolo russo.
BRUNO TARQUINI è nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. È stato pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’Aquila, dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado; infine, nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello. Per i tipi di Controcorrente ha già scritto La banca, la moneta e l’usura (2001) ed ha tradotto e curato l’opera di Pierre Virion, Il governo mondiale e la Controchiesa (2004).
Numero di pagine: 182 + 16 di Illustrazioni a colori
Editore: ControCorrente