L’ordine dei piemontesi durante la conquista del Sud. Il racconto di un’infamia (1860-1862)
di Fulvio D'Amore
Prefazione di Pietro Golia
Questo libro non è solo la ricostruzione della missione impossibile di José Borjés per riconquistare, salvare il Regno delle Due Sicilie. Vuole essere un contributo allo studio dei documenti d’archivio che ancora una volta il ricercatore Fulvio D’Amore sottopone ai distratti, ai pressapochisti, agli scrittori dell’industria culturale, ma soprattutto agli studiosi di storia patria e ai giovani affinché conoscano la propria storia per rivendicare un’identità e un destino.
Sono pagine dimenticate eppure tragiche, significative, che ricostruiscono il difficile rapporto di José Borjés con il brigante Carmine Donatelli Crocco e la sua traversata appenninica fino alle ultime ore di vita. Inseguito dai piemontesi, tallonato da giornalisti e agenti segreti, il generale catalano puntava sullo Stato Pontificio per relazionare direttamente a Francesco II su quanto aveva visto e gli era accaduto e sulle forze in campo. Ma a Tagliacozzo viene segnalato da una guida traditrice ai bersaglieri, che lo fucilano insieme ai suoi. Resta un suo diario, stranamente in francese, lingua che lui non conosceva. L’ha davvero scritto lui o l’hanno scritto i “servizi” di allora, per occultare la repressione in atto?
FULVIO D’AMORE è nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1948. Ricercatore, scrittore e saggista abruzzese, ha al suo attivo numerose pubblicazioni specialistiche di studi storici dall’Età moderna fino all’Età contempo-ranea. Impegnato da tempo nella revisione di documenti inediti, porge anche questa volta al lettore appassionato di storia, nuovi contributi per capire meglio ed in maniera più approfondita, periodi trascurati dalla storiografia ufficiale. Per i tipi di Controcorrente ha già pubblicato Vita e morte del brigante Berardino Viola (1838-1906). Le imprese memorabili in terra d’Abruzzo e nel Lazio (Premio Speciale Giuria, 2004) e Viva Francesco II morte a Vittorio Emanuele! Insorgenze popolari e briganti in Abruzzo, Lazio e Molise durante la conquista del Sud (1860-1861).
“L’infelice Borjés era ancora straniero,
il quale ignaro della lingua, e dei costumi
del paese, dovette abbandonare la lotta
per mancanza di docili partigiani…
Al contrario, Borjés ed i compagni,
che avevano cessato di combattere
tra le fila dell’insurrezione, ed avevano
rinunciato ad ogni resistenza,
furono spietatamente fucilati
per ordine di un maggiore piemontese.
Il sangue adunque è un olocausto
necessario per l’unità d’Italia?”
Lettere Napolitane
del marchese Pietro Calà Ulloa
presidente del Consiglio dei Ministri di Sua Maestà il Re delle Due Sicilie tradotte
dal francese (Roma, 1864)
Pagine: 232 + 40 di illustrazioni
ISBN 978-88-89015-83-4